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Cherry Eye nello Shiba Inu: Cause, Trattamento e Recupero

By Shiba World Editorial Team· Updated 25 giugno 2026· 5 min di lettura

Il cherry eye nello Shiba Inu è una ghiandola prolassata della terza palpebra che appare come una massa rossa e gonfia nell'angolo interno dell'occhio. Di per sé non è doloroso, ma richiede una correzione chirurgica da parte di un oftalmologo veterinario per prevenire secchezza oculare cronica e irritazione. La maggior parte degli Shiba guarisce completamente entro 2–3 settimane dall'intervento.

Cherry Eye nello Shiba Inu: Cause, Trattamento e Recupero

Il cherry eye nello Shiba Inu è il nome comune per il prolasso della ghiandola della membrana nittitante (terza palpebra). Invece di restare nascosta dietro la palpebra inferiore, la piccola ghiandola lacrimale fuoriesce dalla sua posizione e protrude, formando un bozzo liscio, rosso, simile a una ciliegia nell'angolo interno di uno o entrambi gli occhi. Poiché gli Shiba Inu hanno una cavità oculare relativamente poco profonda e un tessuto connettivo geneticamente più debole che ancora quella ghiandola, sono una delle razze predisposte a questa condizione.

La protrusione ostruisce il normale drenaggio lacrimale ed espone la ghiandola ad aria, polvere e attrito. Se trascurata, può portare a congiuntivite cronica, ulcere corneali e ridotta produzione lacrimale (occhio secco, o KCS) nei mesi e anni successivi. Per questo il consenso veterinario è chiaro: il cherry eye è una condizione chirurgica, non estetica.

Perché gli Shiba Inu sviluppano il cherry eye

La ghiandola della terza palpebra è tenuta in posizione da un piccolo legamento. Nelle razze predisposte, questo legamento è lasco o si allunga facilmente, quindi la ghiandola sporge in avanti. I fattori che contribuiscono includono:

  • Genetica: una debolezza congenita nell'ancoraggio del tessuto connettivo.
  • Età: la maggior parte dei casi si manifesta prima dei 2 anni, spesso tra i 6 e i 12 mesi.
  • Gonfiore secondario: una lieve congiuntivite, allergie o un piccolo graffio possono infiammare il tessuto abbastanza da far fuoriuscire una ghiandola già poco salda.
  • Predisposizione di razza: insieme a Bulldog, Cocker Spaniel, Beagle e Lhasa Apso, gli Shiba sono sovrarappresentati nei casistiche di oftalmologia veterinaria.

Il cherry eye generalmente non è causato da traumi, anche se una delle classiche "Shiba 500" sfrecciate in un cespuglio può occasionalmente scatenare il primo episodio in un cane già predisposto.

Riconoscere i sintomi

Il segno visivo è inequivocabile: una massa carnosa, ovale, dal rosa al rosso intenso, che sporge dall'angolo dell'occhio più vicino al naso. Può colpire uno o entrambi gli occhi (i casi bilaterali si verificano in circa il 30–50% dei cani colpiti, e il secondo occhio spesso prolassa entro settimane o mesi).

Altri segnali da monitorare:

  • Arrossamento e lieve gonfiore della congiuntiva
  • Lacrimazione eccessiva o secrezione mucosa filamentosa
  • Strizzare gli occhi o chiusura parziale dell'occhio
  • Sfregarsi o grattarsi il muso
  • Aspetto secco e opaco della cornea nei casi cronici

Poiché il cherry eye può sembrare un tumore a un occhio non esperto, è essenziale una visita veterinaria tempestiva per escludere una neoplasia (rara negli Shiba giovani) e pianificare il trattamento.

Come i veterinari trattano il cherry eye negli Shiba

1. Riposizionamento chirurgico (preferito)

La procedura gold-standard è la tecnica della tasca (chiamata anche imbricazione o tasca di Morgan). Il chirurgo crea una piccola tasca nel tessuto connettivo della terza palpebra, vi ripone la ghiandola e la chiude con suture sottili e riassorbibili. Questo preserva il 100% del tessuto lacrimale.

Un'alternativa comune è la tecnica di ancoraggio (tack-down), in cui la ghiandola viene suturata al periostio del bordo orbitale o alla sclera.

I tassi di successo della tecnica della tasca negli studi veterinari pubblicati variano dall'85–95%, con tassi di recidiva inferiori al 10% quando eseguita da un oftalmologo veterinario certificato.

2. Rimozione della ghiandola (oggi evitata)

I testi più vecchi raccomandavano semplicemente di asportare la ghiandola. Questo è oggi considerato superato perché rimuovere la ghiandola espone il cane a un rischio del 40–60% nell'arco della vita di sviluppare occhio secco (cheratocongiuntivite secca), che richiede l'uso quotidiano di colliri a base di ciclosporina o tacrolimus. Gli Shiba hanno già una maggiore predisposizione di base a patologie oculari immuno-mediate, quindi la preservazione è fortemente preferibile.

3. Gestione conservativa

Nei casi molto lievi e intermittenti, il veterinario può prescrivere colliri antinfiammatori e un collare elisabettiano per prevenire autotraumi mentre l'infiammazione si attenua. Questo raramente è una soluzione definitiva negli Shiba e di solito si limita a rimandare l'intervento.

Cosa aspettarsi dopo l'intervento

  • Giorno 1–3: lieve gonfiore, lieve secrezione e un po' di strizzamento degli occhi sono normali. Un collare elisabettiano è essenziale per impedire lo sfregamento.
  • Giorno 7: visita di controllo; le suture di solito si stanno riassorbendo e la ghiandola dovrebbe essere tornata in posizione.
  • Giorno 14–21: risoluzione completa del gonfiore; la maggior parte degli Shiba torna alla normale attività.
  • Lungo termine: monitorare l'occhio opposto, soprattutto nel primo anno, per un eventuale prolasso bilaterale. Sono consigliabili visite oculistiche annuali; il protocollo CHIC richiede già un esame oculistico OFA.

Costi e scelta del chirurgo

Negli Stati Uniti, l'intervento di cherry eye con la tecnica della tasca costa tipicamente 500–1.500 $ per occhio presso un ambulatorio generale e 800–2.000 $ per occhio presso un oftalmologo veterinario certificato. Sebbene lo specialista costi di più, il tasso di recidiva più basso e il ridotto rischio a vita di occhio secco lo rendono un investimento valido per una razza con un'aspettativa di vita di 13–16 anni.

Prevenzione e note sull'allevamento

Il cherry eye ha una componente ereditaria, quindi gli Shiba colpiti non dovrebbero essere riprodotti. Allevatori affidabili discuteranno qualsiasi storia della condizione e screening dei riproduttori tramite organizzazioni come OFA e CHIC. Se state acquistando un cucciolo di Shiba, chiedete direttamente all'allevatore se nella linea c'è storia di cherry eye, lussazione della rotula o glaucoma.

Agire tempestivamente è la cosa migliore che un proprietario possa fare. Più a lungo la ghiandola resta prolassata, più si gonfia e cicatrizza, rendendo l'intervento più difficile e la prognosi meno favorevole.

FAQ

Il cherry eye in uno Shiba Inu può risolversi da solo?

No. Una volta che la ghiandola è prolassata, non torna nella sua posizione normale senza correzione chirurgica. Ritardare il trattamento aumenta il rischio di occhio secco e danni corneali.

Il cherry eye è doloroso per uno Shiba Inu?

Il prolasso di per sé non è acutamente doloroso, ma l'irritazione risultante, la congiuntivite e il rischio di ulcerazione corneale possono diventare dolorosi e portare a fastidio cronico se non trattati.

Quanto dura il recupero dopo l'intervento di cherry eye in uno Shiba?

La maggior parte degli Shiba guarisce entro 2–3 settimane. Gonfiore e secrezione migliorano sensibilmente nella prima settimana, e la ghiandola è in genere completamente riposizionata e stabile entro la terza settimana.

Il mio Shiba avrà bisogno di un intervento su entrambi gli occhi?

Non sempre, ma c'è una probabilità del 30–50% che il secondo occhio prolassi entro settimane o mesi dal primo. Molti proprietari scelgono di riparare entrambi gli occhi contemporaneamente se sono già entrambi colpiti, oppure di monitorare attentamente il secondo occhio dopo il primo intervento.

⚕️ This article is researched from the AKC and NIPPO breed standards, OFA/CHIC health data and veterinary sources. It is for general information only and is not a substitute for advice from your own veterinarian.

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